mercoledì 7 ottobre 2015

COME FUNZIONANO I PRESTITI?

Se avessi bisogno di soldi, perché quelli che mi servono sono pochi, posso chiedere aiuto alla nonna o a qualche amico. Ma nel caso in cui la quantità di denaro di cui ho bisogno sia grande, bisogna chiedere un prestito a chi fa prestiti per professione, le banche e società di credito.
Non è come quando chiedete una penna o un libro in prestito a un amico. In quel caso sapete che, prima o poi, glieli restituirete, così come li avete presi. Per il denaro invece funziona in altro modo.
Il prestito ha un costo. La banca, dove si trova molto denaro, ti può prestare del denaro, ma te lo fa pagare. Alla fine tu dovrai restituire una somma maggiore di quella che ti ha prestato. La somma aggiuntiva si chiama interesse. Perché bisogna pagare questo interesse? Non è difficile da spiegare. Tu adesso i soldi non li hai, e quindi hai bisogno di averli subito. Per soddisfare questo bisogno, così come per soddisfare il bisogno di un gelato, bisogna pagare qualcosa. E poi la banca si deve premunire contro la possibilità che qualcuno cui presta i soldi non sia poi in grado di restituirli. La banca corre un rischio, ed è quindi giusto che abbia un compenso.

Fonte: Biblioteca del Sapere del Sole 24 ORE, settimanale n.34/2013.

domenica 4 ottobre 2015

CAVALCARE L'ONDA

Leggendo il capitolo V del libro "Perché gestiamo male i nostri risparmi" di Paolo Legrenzi:

Quando vogliamo confrontare diversi investimenti dovremo tener conto non solo del dato del  Rendimento ma soprattutto il dato del Rischio, inteso come oscillazione del valore dell'investimento. Basta osservare un indice che corrisponde al valore medio dell'investimento e vedere come oscilla nel Tempo, come se fosse un'onda, con alti e bassi. Se gli alti e bassi sono più accentuati, cavalcare quell'onda è più rischioso rispetto ad un'onda più piatta. La misura dell'oscillazione fornisce un'indicazione indiretta del rischio. Se poi calcoliamo come cambia questo valore nel tempo, possiamo ritenere di avere a disposizione uno strumento semplice. Grazie all'uso di questo strumento, siamo in grado di prevedere l'entità dei rischi del futuro, e quindi controllarne l'incertezza. Purtroppo il piacere provato quando l'onda sale è inferiore al dolore provocato da una discesa dell'onda della stessa entità. Tale asimmetria innesca molte decisioni improvvide e fuori tempo (le decisioni si mescolano con le emozioni).

giovedì 30 aprile 2015

RIMANERE COERENTI CON L'OBIETTIVO


Ecco un Salvadanaio iniziato 15 anni fa con versamento costante annuo di 600 euro (tot versamento=9.600 euro). Come strumento un Fondo Bilanciato che negli ultimi 3 anni ha fatto uno strappo al rialzo portando il rendimento tot al +44,10% ed un controvalore di 13.833,58 euro. Un risultato ottenuto grazie alla regolarità dei versamenti programmati nel tempo senza cadere nella trappola dell'emotività creata dalle oscillazioni di mercato che porta ad uscire dall'investimento prima dell'obiettivo pianificato. Il Salvadanaio in questione, destinato al figlio per gli studi universitari, durerà almeno altri 5 anni, quindi oggi non c'è motivo di cadere nella trappola dell'euforia e disinvestire il tutto (trasferendo il capitale in un conto corrente o Bot con rendimento allo 0%).

martedì 14 aprile 2015

CHI DECIDE?

Per i bambini la cosa migliore è, senza alcun dubbio, che siano gli adulti a decidere. Naturalmente è importante che cosa decidono i genitori; ed è ancora più importante per la salute e il benessere dei bambini come lo decidono: in modo autoritario o democratico, rigido o flessibile, secondo la luna del momento o in maniera consequenziale. Noi genitori dovremo aver ben chiaro su quali valori vogliamo fondare la famiglia, ma ne siamo consapevoli solo in parte, di alcuni non abbiamo chiara coscienza. Li formuliamo raramente, ma li esprimiamo continuamente con le parole e i comportamenti. I genitori moderni, che devono prendere decisioni in nome dei figli, si trovano di fronte a un compito difficile. Il fatto che decidano non è in discussione; il problema è che con le loro decisioni dovrebbero riuscire a creare le condizioni migliori per lo sviluppo dei propri figli. Conflitti e frustrazioni saranno inevitabili ma non non significa che i genitori non sono all'altezza del loro compito; anzi sono utili, perché nel conflitto gli uni e gli altri imparano qualcosa. Ma, in una famiglia, i genitori si devono assumere la responsabilità dei conflitti. Dare la colpa ai figli è irresponsabile e porta a nuovi conflitti, ancora più distruttivi.

(tratto da "Eccomi! Tu chi sei?" di Jesper Juul)

martedì 24 febbraio 2015

OLTRE A PIANIFICARE BISOGNA PROTEGGERSI

Riassumendo l'articolo di Segio Sorgi di Progetica (http://www.progetica.it/rassegnastampa/articolo.aspx…)
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Il motivo che la protezione è il tema centrale nella qualità della pianificazione è triplice:

1- senza sistemi di protezione gli individui regredirebbero a prima del '600 tornando in balia del fato e dei destini avversi ai quali non ci si può opporre se non si è del tutto benestanti

2- la protezione è necessaria ai singoli individui perché i sistemi pubblici sono costretti a inseguire il pareggio dei conti, e questo richiede forti diminuzioni delle protezioni date ai cittadini

3- la protezione è importante perché solo e soltanto la sicurezza del presente rende possibile un corretto utilizzo degli investimenti 

Vedi anche:

sabato 14 febbraio 2015

FONDO BILANCIATO

Cosa sia e come funziona un fondo comune l’abbiamo capito sul post del 22 aprile 2014 (FONDO COMUNE). In quel caso è stata fatta una simulazione prendendo in esame un fondo obbligazionario breve termine. Cosa significa? I fondi sono classificati principalmente in 4 categorie: monetari, obbligazionari, bilanciati e azionari in base al mercato nel quale i gestori investono. Per non addentrarci sul tecnicismo possiamo pensare queste 4 categorie come 4 differenti scale di oscillazione del fondo. Il fondo monetario sarà quello con oscillazioni minori e quello azionario con quelle maggiori. E’ anche vero che maggiori oscillazioni possono comportare un maggiore rendimento. Qui faremo un esempio di salvadanaio iniziato il 1 gennaio del 2000 con un versamento di 100 euro al mese su un fondo BILANCIATO, quindi con medie oscillazioni, fino al 1 febbraio 2015. Nel salvadanaio sono stati versati in tutto 18.200 euro e se dovessimo “romperlo” ne troveremo poco più di 24.000 euro (+3,9% annuo). Un risultato sicuramente maggiore a quello che si sarebbe ottenuto con qualsiasi polizza vita, ma logicamente non garantendo nessuna protezione in caso di imprevisti sulla salute di chi investe (caso morte e/o invalidità permanente…).